AGORA

Alessandria d'Egitto. Seconda metà del IV secolo dopo Cristo. La città in cui convivono cristiani, i pagani del culto di Serapide ed ebrei è anche un vivo centro di ricerca scientifica.

Vi spicca, per acume e spirito di indagine, la giovane Ipazia, figlia del filosofo e geometra Teone, il conservatore della biblioteca di Alessandria, il luogo dove si custodiva l'intero sapere umano del tempo. La giovane ha dedicato tutta se stessa alla scienza, alla matematica e alla filosofia.

Ipazia tiene anche una scuola in cui l'allievo Oreste cerca di attirare la sua attenzione. C'è però anche un giovane schiavo, Davus, attratto dalla sua bellezza e dalla sua cultura.

Col trascorrere degli anni la tensione tra gli aderenti alle diverse religioni diviene sempre più palese e finisce col divampare vedendo il prevalere dei cristiani i quali godono ormai della compiacenza di Roma (anche se non di quella di Oreste divenuto prefetto).

Guidati dal vescovo Cirillo e avvalendosi del braccio armato costituito dai fanatici e ottusi monaci parabalani, i cristiani riescono ad annullare la presenza delle altre forme di religione e intendono regolare i conti con il pensiero che oggi definiremmo 'laico' di Ipazia, concentrato nell'immenso tesoro della biblioteca.

Tragedia e distruzione in vista.

AGORA è un grande affresco storico diretto dallo spagnolo Alejandro Amenàbar che ha al centro la figura di Ipazia (un'ottima e luminosa Rachel Weisz) vittima del fanatismo religioso. Per quello che sappiamo adesso, era un genio ed aveva intuito i meccanismi dell'Universo molti secoli prima di Keplero o Galileo. Ma gli uomini, sempre troppo impegnati nella conquista del potere, accecati dall'intolleranza e dal fanatismo, sono raramente pronti a riconoscere i geni.

Passata alla storia e divenuta il simbolo del fanatismo e dell'oscurantismo per via della sua tragica fine: linciata dalla folla cristiana e i suoi resti furono dati alle fiamme.

Da dire che Ipazia è l'unica donna raffigurata nella "Scuola di Atene" di Raffaello. Le sue opere di matematica, astronomia e filosofia neoplatonica sono andate tutte perdute. Fu anche maestra di Sinesio e inventrice dell'astrolabio, del planisfero e dell'idroscopio.

Inutile dire che ciò che ci è pervenuto delle scritture dei nostri avi è quel poco che si è salvato da quello scempio (la distruzione della Biblioteca).

L'eroina è proprio bella (e muore nuda), i cattivi sono cattivi che più non si può (e sono tutti dalla parte dei cristiani, proprio come piace ai "sinistri" odierni).

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