U-TURN - INVERSIONE DI MARCIA

Superior (Arizona). Lo strafottente malavitoso giocatore d'azzardo Bobby Cooper (Sean Penn) ha fretta di correre a Las Vegas.

Deve pagare un debito di 12000 dollari a un esponente della mafia russa, che non scherza, come gli ricorda la visione delle due dita mancanti della mano destra.

Un guasto al motore lo costringe alla sosta forzata.

Perbacco, che bambola, pensa adocchiando la sculettante Grace (Jennifer Lopez), senza accorgersi che i guai sono appena iniziati.

U- TURN - INVERSIONE DI MARCIA è un eccitante e perverso dramma criminale ad alta tensione su un originale sfondo western (sottolineato ancor di più dalle musiche di Ennio Morricone) che mescola sesso e violenza, condito con salsa di umorismo nero.

Violento, eccessivo, truculento, iperrealista, recitato costantemente sopra le righe da un ottimo gruppo di attori, con la polposa JLO che si fa guardare (e vorrei vedere...).
La storia si fa via via più improbabile ed intricata col passare dei minuti, ma più del "cosa" conta il "come", cioè il modo stralunato col quale il regista sviluppa il film.

Veramente variegata la sbramba sfilza di personaggi, uno più folle dell’altro, in cui s’imbatte il malcapitato Sean Penn (che recita come al solito benissimo): Nick Nolte, marito ringhioso e brutale della torrida femme fatale Jennifer Lopez, il bulletto di paese Joaquin Phoenix, lo sceriffo perverso Boothe e soprattutto il bislacco meccanico Billy Bob Thornton, vera attrazione dell’intero film.

Elemento onnipresente nel film è il deserto, ambientazione resa evocativa dalla fotografia e dal montaggio, e vuole essere la metafora della vittoria della natura su ogni sforzo umano.
Jennifer Lopez sexy
La trama del film è spezzettata periodicamente da flash back e da avvenimenti fuori trama che coinvolgono lo spettatore negli stati d'animo dei protagonisti e fanno fisicamente percepire la tensione da "catastrofe incombente" che aleggia nel piccolo e dimenticato paesino nel deserto dell'Arizona.

Un'opera particolare, anche in una filmografia tutta particolare come quella del regista Oliver Stone, che molto spesso assurge a bandiera delle (cattive) cause perse.

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