127 ORE

Utah (USA). Il giovane escursionista solitario Aron Ralston (James Franco), 26 anni, entusiasta dello sport e della libertà, armato di tutto l'occorrente, telecamera compresa, inforca la mountain bike e si concede una giornata di biking e trekking gettandosi tra le fenditure del Blue John Canyon.

Sole, musica, paesaggi mozzafiato e un fortuito incontro con due belle escursioniste che si prestano a tuffi e risate nel lago misterioso e cristallino adagiato sul fondo di una gola: cosa chiedere di più?

Tornato solo, però, scendendo un crepaccio, Aron smuove inavvertitamente un masso vecchio di milioni di anni e precipita in una strettissima fenditura: niente di rotto per fortuna, ma si ritrova immobilizzato, con un braccio bloccato tra questo e la roccia, praticamente senza cibo né acqua.

E adesso?

127 ORE è un emozionante, a sprazzi addirittura commovente, dramma diretto da Danny Boyle sulla lotta per la sopravvivenza, tratto da una terribile, e quasi incredibile, storia vera: il protagonista sopravviverà 5 giorni in condizioni fisiche e psicologiche gravissime, arrivando, per liberarsi, a segarsi il braccio con un coltellino.  

Il film grava per intero sul volto del talentuoso James Franco, che si cimenta in una delle scene più agghiaccianti di sempre.




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