IL POSTINO

In un isoletta delle Eolie, 1952. Il neo postino ausiliario Mario Ruoppolo (Massimo Troisi), che non ha nessuna voglia di fare il pescatore, deve recapitare una grande mole di corrispondenza a un unico destinatario, il poeta cileno Pablo Neruda (Philippe Noiret), mandato in esilio con la moglie Mathilde (A. Bonaiuto).

A poco a poco tra l'umile ma sensibile postino e il fine letterato nasce un'amicizia che si rafforza nel tempo, tanto che l'esule gli fa da testimone alle nozze (riparatrici) con la barista Beatrice (Maria Grazia Cucinotta), conquistata dal giovanotto proprio grazie all'arte della poesia appresa da cotanto maestro.

IL POSTINO è una tenera e delicata commedia incline alla commozione che rappresenta il memorabile canto del cigno dell'indimenticato Massimo Troisi, che morì poco dopo la fine delle riprese. Infatti il film appartiene più a lui che all’inglese Michael Radford che l’ha diretto.

Troisi è riuscito, sulla sua pelle, a trasmettere gli stati d'animo del protagonista. Senza strafare, senza lunghi monologhi. Un atto d'amore verso il cinema. Inevitabilmente commovente.

Tratto da un romanzo (1986) di Antonio Skàrmeta (Il postino di Neruda), è la bella storia di un amicizia che, come tante dopo il passare degli anni, viene ricordata solo da uno dei due dando vita a un film poetico con un Troisi che trasuda un senso di umanità in ogni fotogramma, con una bellissima Maria Grazia
Cucinotta di una antica e rara bellezza mediterranea, solare e sensuale, e Noiret/Neruda personaggio chiave nello scambio di sentimentalismi.

Prodotto da Cecchi Gori, fu il campione d’incassi della stagione 1994-95.

Cinque nomination e un unico Oscar per le musiche di Luis Bacalov.

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