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LO CHIAMAVANO BULLDOZER

Usa. Appena scopre che anche l'incontro Philadelphia-Minnesota è truccato, il massiccio e superonesto Bulldozer (Bud Spencer) abbandona disgustato il football e si ritira in Italia.

Si mette a pescare conchiglie nella placida Versilia, dove tutti gli vogliono bene e lo chiamano affettuosamente Barbanera. Tutti tranne i marines americani della vicina base Nato: quanto sono boriosi e maneschi.

Diamogli una lezione. E così addestra una squadra di ragazzotti locali, una banda di raccattati bisognosi di tanto allenamento, per una sfida contro Marines americani in libera uscita.

LO CHIAMAVANO BULLDOZER è una commedia diretta dal regista Michele Lupo senza troppe pretese ma in fondo divertente, anche se segue canoni ampiamente prevedibili e la sceneggiatura appare piuttosto lacunosa.

Il buon Bud Spencer, gigante dal cuore d'oro e dalle mani d'acciaio, con la sua indubbia simpatia (e le proverbiali chilometriche ridanciane scazzottate, che ossessivamente ripetute, servono ad allungare il brodo) compensa questi limiti e il film è una buona occasione per una serata spensierata.

Certo la lezione della favola edificante dagli intenti moraleggianti sfiora il ridicolo involontario indicando l'Italia come il paese sportivamente più pulito.


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