007 GOLDENEYE

Severnaya (Russia). Dopo il sanguinoso massacro nella base missilistica, la seducente Xenia Onatopp (Famke Jansenn) inviata dell'organizzazione criminale, infiltrata ai vertici della difesa russa, nota come Janus, assume il controllo, in combutta con il generalone rinnegato Ourumov, di Goldeneye, un raggio spaziale in grado di mandare in tilt i sistemi elettronici del pianeta.
Obiettivi? Una colossale rapina via computer ai danni del Regno Unito e una spietata vendetta attesa per una vita intera.

L'agente 007 James Bond (Pierce Brosnan) si catapulta a San Pietroburgo, dove è catturato con la bella e coraggiosa programmatrice russa Natalia Simonova (Izabella Scorupco), sopravvissuta nella strage.

Ci vuol ben altro per fermare il nostro agente con licenza di uccidere, che fugge dall'elicottero in fiamme e si mette a sfrerragliare con un carro armato per le strade, prima di mettere fine alla spinosa questione al sole di Cuba.


E' un piacevole e fragoroso fumettone avventuroso questo 007 GOLDENEYE,  il diciassettesimo episodio della serie ufficiale, l'infinita saga bondiana, esordio del fascinoso e simpatico irlandese Brosnan nel ruolo di James Bond, che come spesso gli accade deve districarsi in un crepitio di catastrofici effetti speciali tra intrighi e doppiogiochisti degni del nostro parlamento.
Dopo la fine dell'Urss, 007 si trova a confronto con vecchi amici e nemici che hanno sostituito le ideologie con il denaro, come sempre attorniato da sventole di prima grandezza (in questo caso dal nome impronunciabile).



Si rinnova il cast (con l'eccezione di Desmond Llewellyn nel ruolo di O), si aggiorna la colonna sonora e cambiano le ambientazioni, ma la formula si ripete: Bond penetra nella base degli avversari giusto in tempo per bloccare il conto alla rovescia finale. Il film ha comunque un aspetto decisamente più moderno e innovativo in molti altri elementi: vengono migliorati gli effetti speciali visivi e le acrobazie, l' indimenticabile Aston Martin viene sostituita da una BMW, e il ruolo di M viene affidato a una donna, tanto per dire.

Inoltre si differenzia dai film precedenti per il fatto che viene notevolmente aumentata la dose di azione e adrenalina, che abbondano fin dall'inizio. Probabilmente sarebbe sbagliato considerare "Goldeneye" un film di spionaggio visto che sembra passare in secondo piano la spy story per lasciare più posto all'azione in salsa brillante.

Come se la sbriga il nuovo interprete? Si arrende solo all'intramontabile mito di Sean Connery.



Nessun commento: