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PAPRIKA

Prima dell'entrata in vigore (1956) della Legge Merlin la procace istriana Mimma (Debora Caprioglio), soprannominata "Paprika" a causa del piatto di "gulash" che mangia appena arrivata nel suo primo bordello, è incentivata a prostituirsi, ma solo per un breve periodo, 15 giorni, tempo minimo per accumulare i soldi indispensabili al matrimonio.

Ma questi è solo un piccolo imbroglione e, scopertolo, Paprika continua la sua professione con esuberante allegria, passando attraverso varie case di appuntamenti, passando dai bordelli di provincia a quelli della capitale.

Conosce così un singolare campionario di clienti, più o meno viziosi, degli anni cinquanta. Quando poi le case di tolleranza vengono chiuse, Paprika riesce a sistemarsi con una vantaggiosa sistemazione quando trova un matusa conte che la sposa e le lascia ben presto una pingue eredità.

PAPRIKA è forse il più famoso film erotico di Tinto Brass, con tutti i pregi (pochi) ed i difetti (molti) del suo cinema morboso e patinato al tempo stesso.

Probabilmente il merito del primato va solo alle morbide forme della strabordante Debora Caprioglio, dotate di poteri paranormali in grado di ipnotizzare e schiavizzare qualsiasi ragazzino adolescente e di condurlo al completo e precoce (nonchè violento) sviluppo puberale nell'arco delle 2 ore di film.

UNA SEXY DEBORA CAPRIOGLIO IN VERSIONE BIONDO PLATINO

Nel complesso il film risulta abbastanza frivolo, con dialoghi lontani dal kolossal che fanno da contorno a situazioni sbrigative, superficiali e al limite della credibilità.

Almeno è più allegro e meno greve dei successivi. Qui c'è persino una storia e un briciolino di lavoro sui personaggi, qualche scena effettivamente erotica e viene sfruttata bene la Caprioglio, non attrice che però risulta perfettamente in parte come campagnola triestina che diventa una "gran dama" ante legge Merlin.

Da segnalare (?!?) il cameo di Brass come medico abortista.


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