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SPIANDO MARINA

Mark Derrick (Steve Bond), ex poliziotto corrotto della Narcotici di Miami, arriva a Buenos Aires in veste di sicario per eliminare un pericoloso boss mafioso (tra l'altro responsabile della morte di moglie e figlio).

Caso vuole che il bersaglio frequenti la casa di una vicina molto nuda, Marina (Debora Caprioglio) che passa serate di fuoco, sesso e libidine violenta.

Prima la spia, poi ci fa più di un giro anche lui.

SPIANDO MARINA è un disastroso thriller erotico, con dialoghi tremendi, firmato dal nostrano Sergio Martino (con cognome anagrammato in Raminto...) che si basa tutto sulla bellezza della poco vestita (quindi nuda) brassiana Debora Caprioglio.

Che purtroppo non riesce ad essere sexy (e non sono insensibile alle sue doti fisiche, anzi), che concede un amplesso dopo l'altro, intervallandoli con una recitazione imbarazzante.

Steve Bond non le è da meno e probabilmente non andrebbe bene neanche per uno spot della Ferrero.

Blandi richiami a "9 settimane e mezzo" e a ORCHIDEA SELVAGGIA e qualche flashback, con scialbe, finte e svogliate, scene di sparatorie.

Inutile cercare il più piccolo briciolo di tensione o di sensualità.

L'unica cosa che abbonda è la noia. Oltre che le tette della formosa Debora Caprioglio.


PAPRIKA

Prima dell'entrata in vigore (1956) della Legge Merlin la procace istriana Mimma (Debora Caprioglio), soprannominata "Paprika" a causa del piatto di "gulash" che mangia appena arrivata nel suo primo bordello, è incentivata a prostituirsi, ma solo per un breve periodo, 15 giorni.

Tempo minimo per accumulare i soldi indispensabili al matrimonio.

Ma il promesso sposo è solo un piccolo imbroglione e, scopertolo, Paprika continua la sua professione con esuberante allegria, passando attraverso varie case di appuntamenti, passando dai bordelli di provincia a quelli della capitale.

Conosce così un singolare campionario di clienti, più o meno viziosi, degli anni cinquanta.

Quando poi le case di tolleranza vengono chiuse, Paprika riesce a sistemarsi con una vantaggiosa soddisfazione quando trova un matusa conte che la sposa e le lascia ben presto una pingue eredità.

PAPRIKA è forse il più famoso film erotico di Tinto Brass, con tutti i pregi (pochi) ed i difetti (molti) del suo cinema morboso e patinato al tempo stesso.

Probabilmente il merito del primato va solo alle morbide forme della strabordante Debora Caprioglio, dotate di poteri paranormali in grado di ipnotizzare e schiavizzare qualsiasi ragazzino adolescente e di condurlo al completo e precoce (nonchè violento) sviluppo puberale nell'arco delle 2 ore di film.

UNA SEXY DEBORA CAPRIOGLIO IN VERSIONE BIONDO PLATINO

Nel complesso PAPRIKA risulta abbastanza frivolo, con dialoghi lontani dal kolossal che fanno da contorno a situazioni sbrigative, superficiali e al limite della credibilità.

Almeno è più allegro e meno greve dei successivi. Qui c'è persino una storia e un briciolino di lavoro sui personaggi, qualche scena effettivamente erotica. Inoltre viene sfruttata bene la Caprioglio, non attrice che però risulta perfettamente in parte come campagnola triestina che diventa una "gran dama" ante legge Merlin.

Da segnalare (?!?) il cameo di Brass come medico abortista.