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TRAUMA

Minneapolis (Minnesota). La sedicenne d'origine rumena Aura Petresco (Asia Argento) è fuggita dalla clinica dove era stata ricoverata per anoressia acuta.

Incontra per caso il giornalista televisivo David Parson (Christopher Rydell) che le salva la vita, rendendo nullo il suo tentativo di suicidio. Bontà d'animo ripagata fregandogli il portafogli.

Appena a casa la ragazza assiste a una seduta spiritica condotta da mamma Adriana (Piper Laurie), medium, e papà Stefan (James Russo). Appena il tempo di una rivelazione in stato di trance che tutti e due raggiungono i defunti appena evocati.

Chi è il killer nerovestito che si diletta a decapitare persone alla rinfusa?

Intanto la terrorizzata ragazza viene affidata di nuovo alle cure dell'ambiguo dottor Judd (Frederic Forrest).

La soluzione? Impossibile da indovinare.

TRAUMA è un thriller tradizionale di ottima confezione firmato da Dario Argento, in trasferta americana, che però trabocca assurdità, con il ricorso al sangue in maniera inferiore allo standard del regista, che in compenso riesce a far parlare le teste staccate dal busto.

Manca la tensione (se non nel finale) ma non mancano auto-citazioni e movimenti magistrali della macchina da presa. Oltre alla soggettiva di una farfalla, è bella e curiosa l'idea iniziale della messinscena di cartone ispirata alla Rivoluzione francese.

La giovanissima Asia Argento recita in maniera quasi irritante, incapace anche di doppiarsi. Rimane un dilemma: chi l'ha scelta?

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