Il destino di un guerriero - Alatriste

Madrid, 1623. E' rientrato in patria l'ardimentoso Diego Alatriste (Viggo Mortensen), soldato al servizio di re Filippo IV, dopo la guerra nella Fiandre: l'impero spagnolo manda i suoi soldati a difendere le frontiere conquistate col sangue.
E Diego Alatriste è un soldato coraggioso e fedele; persino quando sa che un'impresa è un suicidio la compie comunque, perché l'unica cosa che possiede è la sua reputazione di valente spadaccino e, per il resto, al mondo non ha niente e nessuno da perdere.

Almeno fino a quando non giura al più caro compagno d'armi, ferito a morte in battaglia, di fare da padre bis al suo unico figlio, l'adolescente Iñigo de Balboa, perché lo cresca e gli eviti di divenire un soldato.


Il ragazzo cresce (Unax Ugalde) e s'innamora della vezzosa nobilfanciulla Angelica de Alquézar (Elena Anaya), damigella della regina, mentre il suo tutore, tra una tenzone e l'altra, in una Madrid che fa da capitale ad un impero in rapido declino, dove la corruzione è legge e gli intrighi di corte trovano un saldo alleato nella Santa Inquisizione, si consola con la popolare attrice di teatro Maria de Castro (Ariadna Gil).

Tradimenti, morti e violenze si consumano in nome del "Re Nostro Signore", un sovrano indifferente, pericolosamente elevato al rango di un dio.
Quando, nel corso di una missione mercenaria, risparmierà le vittime predestinate intuendo la presenza di un imbroglio (si scoprirà che non sono eretici ma nobili d'Inghilterra), finirà per condannarsi a morte con le sue mani. È solo questione di tempo.

Invece passano gli anni, faticosamente strappati agli agguati e alla Santa Inquisizione. Fino alla battaglia di Rocroi del 1643.

Epico, feroce, sfarzoso e fluviale (per lunghezza nda) melodramma avventuroso tratto da una serie di cinque famosi romanzi spagnoli, che si snoda al piccolo trotto fra imboscate, duelli, intrighi, tradimenti, convegni amorosi con grande spreco di sgozzamenti in primissimo piano.
Tra poche grazie e ben più numerose disgrazie, guardiamo i destini di Diego e Iñigo procedere allineati e poi urtarsi, riscattarsi, distruggersi entrambi per mano femminile e, a fatica, risollevarsi.
L'eroe del film, un credibile Viggo Mortensen dal baffo elettrico che è una carta geografica di cicatrici, è piuttosto un antieroe senza riscatto e senza speranza, un assassino, un analfabeta, uno che non da molto importanza alla vita altrui. Questo film non è fatto per fare struggere le fanciulle: è un film di cappa e spada sporchi di fango, di sangue e polvere.
Come crude ed efficaci sono le ricostruzioni delle imprese belliche.

Sfigura, al confronto del protagonista, l'italiano Enrico Lo Verso nei panni del mercenario palermitano Malatesta.

Una pecca? Il film non ha veri guizzi e il tono un po' dolente e un po'documentaristico raffredda il clima e impedisce l'immedesimazione. Troppi personaggi di contorno confondono la storia.

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