CAPRICCIO

Italia, 1947. Una coppia di giovani sposi angloamericani, Fred (Andy J. Forest) e Jennifer (Nicola Warren), tornano nella splendida Capri, nei luoghi sull'isola dove si sono incontrati durante la guerra e dove è sbocciato l'amore.
Ormai il loro rapporto è in piena crisi e tra i due c'è solo indifferenza.

Un giorno Fred, che è diventato un dipendente dell'Unesco, viene raggiunto dall'ordine di partire per la Toscana. Affida la moglie e il figlio Duccio alle premure dell'anziano Don Vincenzo (Vittorio Caprioli) e lascia Capri.

Prima, però, fa una capatina a Roma dove rivede una vecchia fiamma Rosa (Francesca Dellera), una procace e disponibile ragazza con la quale, ai tempi della guerra, aveva vissuto un'appassionata storia d'amore.

Decide di portarla con sé nella sua missione culturale.
Ma fra i due amanti, dopo infuocati amplessi e giochi erotici più o meno ambigui, sorgono incomprensioni ed insofferenza.

Jennifer dal canto suo, a Capri ripensa a Ciro, un giovanotto del luogo che durante la guerra, l'aveva sedotta ed affascinata; vorrebbe rivederlo per rivivere con lui una nuova e più torrida passione: i ricordi del loro rapporto la eccitano e l'angosciano al tempo stesso..

Mai nessun uomo l'ha fatta fremere più di quel giovanotto nullafacente.

Quando però Jennifer riesce ad incontrare Ciro, capisce che il giovane è solo un individuo abietto che vive alle spalle delle donne e gioca coi sentimenti altrui con spregiudicatezza e cinismo estremo.


Fred intanto ha concluso il suo viaggio di lavoro, e si ricongiunge con Jennifer dopo aver dato l'addio a Rosa per la quale prova ora solo disprezzo (gli amori proletari stancano).

Anche Jennifer non rimpiange più Ciro e confessa al marito il grande amore che ebbe per lui e come lui fu per lei il primo uomo della sua vita. Ma Fred alla rivelazione della moglie non si scompone, anzi si sente maggiormente attratto da lei. I due coniugi capiscono di amarsi ancora: i rispettivi "capricci" che si sono tolti hanno rinsaldato il loro rapporto e dato ad esso un nuovo vigore.

CAPRICCIO si ispira vagamente a un racconto dell’incolpevole Mario Soldati ("Lettere da Capri") del quale, chiaramente, non rimane nulla e più che un film erotico è porno, un porno soft che eccita con primi piani, con espliciti e quasi maniacali primi piani.

Come in altri suoi film il regista Tinto Brass cede al ruolo cameo e si ritaglia una parte (quella del guardone).

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