BLOOD AND WINE

Miami. Il manesco, futile e donnaiolo, commerciante di vini Alex Gates (Jack Nicholson) invidia e detesta i ricconi che pure rifornisce di pregiato nettare, ma si consola cornificando la moglie, la depressa e alcolizzata Suzanne (Judy Davis), con la giovane cubana clandestina Gabriela (Jennifer Lopez), concupita anche dal figliastro Jason.

In piena crisi esistenziale e finanziaria e per cambiare rotta a una vita deprimente, si allea con lo scassinatore tisico inglese Victor (Michael Caine) ed escogita un colpo ladresco, rubare una collana di diamanti da un milione di dollari, in casa di un cliente miliardario, dove la sua amante presta servizio.

Il furto, anzi il relativo frutto, cioè il gioiello è il motore di una terribile guerra tra i cinque concorrenti che ha un epilogo letale, lasciando sul campo due morti e un moribondo.

BLOOD AND WINE è un più che passabile giallo, una commedia nera e feroce, del vecchio regista Bob Rafelson, qui al suo settimo film, che con il suo attore feticcio (Jack Nicholson), chiude un'ideale trilogia sulla famiglia media americana (Cinque pezzi facili, Il re dei giardini di Marvin) e la sua decomposizione, mettendo in piazza con esasperato cinismo e lampi di inaudita violenza l'amoralità di certi detestabili personaggi, pronti a trasformarsi in belve di fronte al colore dei soldi.

Cinque personaggi difficili, emblemi dell'avidità contemporane, tra le ville e il mare di Miami, un gioco al massacro dove tutti sono brutti, sporchi e cattivi e dove nessuno merita la simpatia dello spettatore.

Il conflitto più violento è tra il patrigno Nicholson e il figliastro Stephen Dorff, divisi dalla differente generazione e visione del mondo, dalla rivalità nell'amore per la moglie-madre Judy Davis e nella passione per la ragazza, la sconosciuta (all'epoca) Jennifer Lopez, provocante fuoriserie (nel senso della carrozzeria).



Jack Nicholson, con la sua faccia invecchiata e pesta e i sorrisi sardonici, è un furfante coi fiocchi, l'involgarito, laido e sfatto, Michael Caine è il solito fuoriclasse.

La luce solare e marina, gli edifici agghindati di Miami costituiscono il paesaggio perfetto della Normalità del Male.

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