UA-30503982-1

IL MISTERO DEI TEMPLARI

Polo Nord. Esulta la spedizione guidata dall'intrepido Benjamin Franklin Gates (Nicolas Cage): tra i ghiacci giace la nave Charlotte. Un'antica pipa di schiuma è la chiave per arrivare all'inafferrabile tesoro dei Templari che i nobili e misteriosi Cavalieri avrebbero riportato dalle Crociate, immaginando che sia finito in mano ai Massoni e trasferito in USA a bordo di una nave affidata ai comandi del «confratello» Cristoforo Colombo.

Si, ma la mappa? E' sul retro della Dichiarazione d'Indipendenza.
Ma l'avido compagno d'avventura Ian Howe (Sean Bean) vuole per sè tutto il cucuzzaro e dopo aver tentato di uccidere il socio corre a Washington all'archivio nazionale diretto dalla bionda Abigail Chase (Diane Kruger).

Niente da fare, Gates lo precede e con l'aiuto del genio della tecnologia Riley Poole, arraffa il prezioso repero.

Caccia grossa nelle viscere di Manhattan.

Ingenuo e scontato gioco dell'oca che prende spunto dall’ipotesi che il sacro tesoro sia custodito in America, in un luogo segreto deciso dai Padri Fondatori.
Sospeso tra leggenda e avventura e partendo dal mito che da sempre solletica l’immaginario collettivo (il tesoro dei Templari), corre a perdifiato da una casella all'altra dando vita a un action movie prodotto dal prolifico Jerry Bruckheimer e interpretato da un esperto in sfide metropolitane all’ultimo secondo, Nicolas Cage.

Il film sembra diretto agli orfani di Indiana Jones, anche se prendendo Spielberg, Ford e Connery e sostituendoli con Turteltaub, Cage e Voight non si ha proprio lo stesso risultato, anzi una copia sfocata, che strizza l'occhio all'America patriottica con una buona struzzata d'ironia. Però a rimpolpare le fila dei protagonisti c'è anche la divina Diane "Elena" Kruger che, alla fine, si dimostra la migliore del gruppo.

I personaggi sono tagliati con l'accetta, le performance di buona parte del cast sono sopra le righe, Cage, come spesso gli capita, ha una sola espressione e con lo smoking sotto la tuta rischia la querela di 007.

Insomma un film senza pretese, se non quelle di far passare al pubblico due ore di assoluto svago. Mai la definizione di pop corn movie (o cinepanettone) è stata più azzeccata, ma, anche questo (anzi, soprattutto questo) è cinema.

Con un seguito sulle stessa lunghezza d'onda.

Nessun commento: