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ANCORA 48 ORE

San Francisco. Finirà in galera per omicidio il manesco poliziotto Jack Castes (Nick Nolte), noto per i suoi modi sbrigativi, se entro due giorni non avrà acciuffato la primula rossa della droga, l'arrogante boss Iceman.

Nella caccia a una banda di spacciatori di droga, ne aveva ucciso uno. Il gangster ha sparato per primo, ma il poliziotto non è riuscito a provarlo ed è stato sospeso dal servizio.

L'unica via di salvezza per scagionarsi dall'accusa di omicidio è chiedere ancora una volta aiuto al furfante nero Reggie Hammond (Eddie Murphy), immancabilmente dentro, farlo uscire per le fatidiche quarantotto ore e mettersi in caccia insieme con lui.

Il mariuolo sulle prime manda a quel paese l'ex alleato, procacciatore di indimenticabili guai, poi è costretto dagli eventi a cambiare idea.

Che finimondo prima di riuscire a stanare l'anguillesco obbiettivo e a provare di aver agito secondo la legge.

ANCORA 48 ORE è lo stanco e rumorosissimo sequel di un film di successo. Nonostante ci sia ancora il bravo Walter Hill dietro la macchina da presa, il regista non poteva fare il secondo miracolo.

Troppo divertente, scanzonato e originale il primo.

Mentre è troppo palese il tentativo di replicare i canoni ed il successo del primo film, tanto che questo viene quasi pedissequamente riproposto mancando però della verve e dell'originalità dei caratteri.

Ne deriva un film mediocre e stereotipato da consigliare solo agli accaniti ammiratori del genere. Abbassare in anticipo il volume è la prima, indispensabile precauzione.

Eddie Murphy, che ride come un deficiente dall'inizio alla fine, è diventato caricaturale, oltre che insopportabile.

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