IL PASSO DEL DIAVOLO

Russia, febbraio 1959. Nove escursionisti russi capeggiati dal giovane Igor Djatlov si avventurano in una zona remota della catena degli Urali. Due settimane più tardi sono ritrovati morti nella neve. Quello che è successo veramente ai nove è un mistero che ha sconcertato gli investigatori e ricercatori per decenni.

Passato alla storia come l'incidente del Passo Dyatlov, la loro morte e il loro strano comportamento è stato spiegato con le teorie più varie, dagli incontri alieni alle cospirazioni governative, senza dimenticare le cause soprannaturali.

Anche se nessuno è stato in grado di spiegare adeguatamente quale "irresistibile forza sconosciuta" avrebbe spinto escursionisti esperti ad abbandonare, nel buio della notte e a 30 gradi sotto zero, le loro tende in maniera frenetica, strappandole dall'interno; o per quale ragione i loro corpi vennero esposti a una tale intensità di radiazioni rilevabili fino a settimane più tardi.

E nessuno sa spiegarsi, infine, come mai i loro corpi furono ritrovati a centinaia di metri dal loro accampamento, quasi svestiti, con lesioni interne, costole rotte e teschi fratturati, ma senza ferite esterne. E, stranezza nella stranezza, scalzi.

Alla giovane donna mancava la lingua.

2012. Cinque ambiziosi studenti universitari americani sono decisi ad utilizzare una borsa di studio per girare un documentario arrivando sul luogo degli eventi, nella convinzione che possano ricostruire e documentare, con l'onnipresente telecamera, la verità sul mistero di Passo Dyatlov, smentendo o i razionalisti o i cospirazionisti.

Ma quello che trovano è più scioccante di quello che avrebbero mai potuto immaginare. Il loro viaggio attraverso la neve e il ghiaccio degli Urali, ripercorrendo le tappe di quello sfortunato viaggio, è afflitta da strani e sempre più terrificanti fenomeni, i quali suggeriscono che, nonostante l'ambiente desolato, non sono soli.

Le forze che stanno dietro l'incidente del Passo Djatlov sono stati in attesa per loro.

IL PASSO DEL DIAVOLO (The Dyatlov Pass Incident) è un altro esempio di come mischiare la realtà con la finzione, realizzando una pellicola dall'impianto narrativo, i cinque studentelli americani alla conquista degli Urali e quello che fronteggeranno, infantile e sviluppato con la stessa credibilità delle promesse di democrazia di un comunista.

Come mockumentary (il falso documentario, nel caso specifico sul misterioso fatto di cronaca del 2 febbraio 1959) compendia il peggio del genere, banalizzato da dialoghi e sussulti sciocchi e portato in scena da attori anonimi e spesso sopra le righe.

Quel che colpisce è la miopìa della produzione: con l’occhio destro non vedono di aver per le mani un soggetto per nulla misero e lo sviliscono con i peggiori e urticanti espedienti.

Con il sinistro non si accorgono di aver messo troppa carne al fuoco, facendo annusare allo spettatore numerosi misteri e averne poi risolti forse la metà.

Non è la soluzione ideale. Peccato.

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