THE LAZARUS EFFECT

California. E' a capo di un progetto di ricerca denominato Lazarus il dottor Frank Walton, affiancato dalla compagna Zoe (Olivia Wilde) e dai giovani assistenti Clay e Niko.

Lo scopo della ricerca è quello di migliorare l'attività cerebrale dei pazienti in coma, ma, come scopre anche la giovane studentessa Eva, unitasi al gruppo con lo scopo di filmarne gli esperimenti, i risultati sono stati sorprendentemente ben superiori alle aspettative.

Infatti, il pugno di ricercatori ha creato un particolare siero e tenta un esperimento senza precedenti: giocare a fare Dio riportando in vita Rocky, un cane.

Il tentativo riesce: il botolo torna in vita e a prima vista sembra normale, ma non tutto fila liscio.

Purtroppo il preside dell'Università scopre la deriva presa dall'esperimento e all'improvviso tutto il materiale del progetto viene confiscato e il team è esautorato.

Proprio mentre erano sul punto di svelare la rivoluzionaria svolta al mondo, sono rimasti senza nulla che provi la riuscita del loro esperimento. Perchè non riprovare con un altro cane fino a quando abbiamo a disposizione il laboratorio?

Le cose però vanno male e accidentalmente Zoe prende una schicchera elettrica mortale.

Frank si ritrova di fronte a un terribile dilemma: usare o no sulla sua fidanzata il siero e riportarla in vita?

THE LAZARUS EFFECT è un debole horror che nonostante discreti momenti di tensione presenta una sceneggiatura pasticciata, la staticità della monolocation (le tre stanze del laboratorio nel quale si svolgono gli esperimenti), scarsa originalità e vuoti narrativi che pesano come macigni sul giudizio finale.

Il tema è affascinante e la domanda non è nuova (l'horror ci gioca da tempo): avendone la possibilità, è giusto riportare in vita una persona cara? E con quali conseguenze?

E dire che la parte iniziale non è nemmeno così pessima, tra dialoghi scientifici tutto sommato udibili e una certa cura riposta nella fotografia. Peccato che il tutto venga sciupato da un finale ridicolo e dal mancato approfondimento della questione etico - religiosa.

Discreta la fotografia. Il momento visivamente più accattivante è l'incubo che tormenta Olivia Wilde (in top aderente).

Attenzione al finale: temo lasci presagire un sequel.



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