MI FACCIA CAUSA

Roma. E' una giornata piena per il giovane pretore Giovanni Pennisi (Christian De Sica), indulgente e paziente giudice delle malefatte altrui, non proprio integerrimo se è vero che sta costruendo sul terrazzo di casa una camera abusiva per la suocera rompicoglioni.

E come perde le staffe, da tifosissimo della Lazio, quando deve giudicare due ultrà giallorossi.

Poi gli sfilano davanti Luigi Marchetti (Gigi Proietti), ladruncolo di buon cuore messo fuorigioco dalle nuove tecnologie e da un furbo bimbo, Rosanna Bianchi (Stefania Sandrelli), avvenente impiegata ministeriale che alterna pratiche ministeriali a marchette, e Annibale Saraceni detto Rocky III (Enrico Montesano), un pugile fallito che s'improvvisa sequestratore di cani suo malgrado.

MI FACCIA CAUSA è una commediola in salsa giudiziaria non molto divertente del vecchio, grande ma ormai declinante Steno, un veterano della commedia all'italiana, pronto ad aggiornare agli anni ottanta un suo celebre film di trent'anni prima (Un giorno in pretura).

Bisogna ammettere che rimane piuttosto efficace nel tratteggiare un divertente e veritiero (anche se esasperato) ritratto del costume italico. Un’Italia minore e marginale ma quanto mai plausibile e colorita, colta nei suoi piccoli difetti o nei suoi miseri vizi.

Non tutti gli sketch, però, sono riusciti.

Un insolitamente bravo e giovane De Sica, in panni quasi seri, riesce a essere più convincente del solito. Inutile sottolineare che l'episodio più riuscito è quello di Proietti (e non solo per la storia) animale da palcoscenico e istrionico disegna il personaggio come solo lui sa fare.
Enrico Montesano qualche spanna sotto.

La florida Stefania Sandrelli (all'epoca quarantenne nda) in guèpière sta d'incanto.

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