CEMENTO ARMATO

Roma. Che traffico sul GRA e dintorni. Il bulletto Diego (Nicolas Vaporidis),che sa fare poco ma ha un bel sorriso, in sella a un motorino rubato, si fa largo tra le auto spaccando a piede alzato gli specchietti retrovisori delle auto che lo intralciano.

Peccato che il padrone della Mercedes sfregiata sia un potente, arrogante e pericoloso boss, il Primario (Giorgio Faletti), che intima ai suoi tirapiedi, tra cui il corrotto e viscido ispettore Cola, di trovargli l'autore dello sgarro e punirlo severamente.

Poi, per caso, la sera in trattoria, per dessert, stupra sul tavolo la camerierina Asia (carolina Crescentini), ignorando che è la ragazza del vandalo.

CEMENTO ARMATO, truce e violentissimo ed inverosimile, è un tentativo apprezzabile negli intenti ma non riuscito di realizzare un noir all'italiana, un film troppo patinato per risultare anche solo minimamente credibile e alla fine la mancanza di verosimiglianza incide.

La sceneggiatura, piena di situzioni dure e movimentate, presenta alcune incongruenze di troppo (gli sviluppi sono a dir poco fantascientifici nda) e i protagonisti sono decisamente fuori parte: la Crescentini e Vaporidis hanno le facce sbagliate e sempre l'aria dei ragazzi per bene rispetto a personaggi che dovrebbero essere in fondo dei coatti di periferia urbana.

Il compianto Faletti è davvero stucchevole e fuori parte, fa troppe smorfie e non riesce ad essere mai credibile nei panni del cattivo a tutto tondo, mentre il suo braccio destro di colore è una macchietta utile solo per un paio di citazioni colte.

Il finale, con l'ultima rivelazione è la giusta conclusione di questa pellicola dove persino la violenza non convince.

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