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MALIZIA

Sicilia, anni '50. E' appena rimasto vedovo il commerciante catanese di tessuti Ignazio La Brocca (Turi Ferro) quando si ritrova in casa la nuova domestica, la giovane e carina Angela La Barbera (Laura Antonelli): un perfetto angelo del focolare, dai modi pudichi e dal corpo procace.

Il fresco vedovo se ne innamora e vorrebbe impalmarla ma l'attraente domestica suscita anche l'interesse dei due figli più grandi : il figlio giovanotto ci va per le spicce ma ne riceve solo schiaffi, il ragazzetto, spinto dai primi pruriti sessuali, sospira, offre rose, la obbliga a morbosi giochi erotici e qualcosa raccoglie, soprattutto perché l’altra ha capito che è il solo modo per tacitarlo e averlo come alleato per "allontanare" il fantasma della defunta.

MALIZIA di Salvatore Samperi è una commedia soft core piuttosto innocua, semplice e lineare, ma baciata da un inspiegabile successo commerciale, dovuto probabilmente al fatto di essere uno dei primi esempi di un filone poi fortunatissimo in Italia, quello delle commedie scollacciate che riempirono il panorama cinematografico nostrano.

Inutile ricordare che c'è una sublime Laura Antonelli, icona erotica nazionale, al massimo del suo fulgore fisico, un ottimo Turi Ferro e un bravo Pino Caruso, custodi del lato ironico della pellicola.

Non male l'ambientazione sicula per un film che conferma con furbizia le aspettative del titolo, in quanto è ricco di situazioni maliziose, ma che sembra anche una intelligente e raffinata messa alla berlina dell'ipocrita perbenismo cattolico della piccola borghesia italica (non solo del Sud).

Ben chiara è la stridente contraddizione tra il rispetto rituale delle convenzioni sociali (la pedante e barocca elaborazione del lutto, la ricerca di un consenso che venga tanto dalla Chiesa quanto dalla Famiglia, il superamento delle barriere sociali, etc.) e le dinamiche perverse che originano dalle inconfessabili pulsioni umane (non solo sessuali).

Il tutto è rappresentato ricorrendo ad una certa esagerazione caricaturale nella rappresentazione di figure femminili (la vedova allegra e vogliosa, l'esuberante sorella dell'amico, la finta sottomissione della provocante servetta "tuttofare" che non disdegna le attenzioni ) tutte intente nell'irretire il turbamento erotico dell'adolescente Ninuzzo.

Piccante e pruriginoso.

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