LE CONSEGUENZE DELL'AMORE

Canton Ticino. Il riservato, metodico Titta Di Girolamo (Toni Servillo), cinquant'anni, vive da otto anni in un albergo lontano dalla famiglia, apparentemente facoltoso ma senza alcuna esibizione di ricchezza.

Nelle ovattate sale dell’albergo, come un rituale estenuato e sempre ripetuto, il maturo e irreprensibile gentleman osserva l’umanità sprofondato in una poltrona della hall tra una sigaretta e l'altra e ha contatti sporadici e superficiali con gli altri ospiti.

Nessuno sa nulla di quel distinto signore originario di Salerno che pensa, si immalinconisce e soffre d'insonnia e di tanto in tanto telefona alla moglie Giulia e ai figli che non gradiscono.

Sembra accorgersi solo della premurosa ragazza del bar dell'hotel Sofia (Olivia Magnani).

Da 24 anni, una volta alla settimana, ogni mercoledì mattina alle dieci si fa d'eroina, ma è sempre lucido quando accoglie in camera, a scadenze regolari, una valigia gonfia di banconote da trasferire in banca.

Qual'è il suo segreto?

LE CONSEGUENZE DELL'AMORE è un singolare e affascinante dramma esistenziale dal ritmo cadenzato e dagli imprevedibili risvolti gialli, scritto e diretto da un allora giovane regista napoletano, Paolo Sorrentino, di un'acutezza straordinaria nel delineare i caratteri.

Un film raro, di grande stile, veramente bello: senza facilità nè forzature melodrammatiche comunica emozioni profonde, immagini ammirevoli, e conferma la bravura assoluta del suo splendido protagonista Toni Servillo, taciturno e scostante eroe per caso.

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