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BLING RING

Los Angeles, 2008. Cinque diciottenni bene, guidati dalla spregiudicata Rebecca (Katie Chang), con l'aggiunta del candido povero Mac (Israel Broussard), si dedicano, per gioco o per noia, a un'attività piuttosto inconsueta.

Irresistibilmente attratti dal glamour della vita delle star individuano le loro abitazioni e, in loro assenza, quindi a colpo sicuro, svaligiano le ville disabitate dei divi, arraffando tutti gli oggetti che, ai loro occhi, appaiono come status symbols.

Gioielli, scarpe e abiti firmati.

Che pacchia!!! Dura minga.

BLING RING è un originale ma didascalico dramma diretto da Sofia Coppola, che ci presenta il nulla fatto persona mettendo in scena una storia incredibilmente vera nella Hollywood dei falsi miti e dei valori (ideali) perduti.

Prima di essere individuati dagli investigatori (non potevano andare lontano visto che non solo rubavano soldi, gioielli e articoli super-firmati, ma poi si vantavano su facebook delle proprie imprese nda) le ladruncole ossessionate dalla celebrità avevano già accumulato una refurtiva di più di tre milioni di dollari; tra le loro vittime ci sono stati Paris Hilton e Orlando Bloom.

Purtroppo se la vita di alcune persone è noiosa, la rappresentazione filmata della stessa vita lo è ancora di più: il limite principale del film è tendenzialmente quello di raccontare una storia il cui interesse è pari allo zero.

A cui va aggiunto il fatto che le incursioni alla lunga diventino ripetitive e il disprezzo per il vuoto pneumatico interiore rivestito delle migliori griffes soffochi la pietà.

Resta una domanda: chi è più cretino?

Paris Hilton che si fa derubare otto volte e non se ne accorge? O genitori beatamente ciechi?



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