TRANSIT

La sanguinosa rapina al furgone portavalori è andata bene (quattro milioni di dollaroni) ma come faranno i quattro rapinatori e assassini a bypassare i posti di blocco?

Si è fatto diciotto mesi in cella Nate Sidwell (Jim Caveziel) per un reato da "colletto bianco" e ha perso il rispetto della moglie e dei figli.

Per ritrovare l'armonia di un tempo cosa c'è di meglio per un padre e marito bistrattato che un bel soggiorno in campeggio con la famigliola?

Caricata la Land Rover, si parte.

Purtroppo per uno di quei giochi del destino i quattro malfattori individuano proprio nei loro bagagli il posto giusto per occultare la sacca con il malloppo e superare i posti di blocco.

Sarà l'inizio di una lunga odissea per la famigliola.

TRANSIT rappresenta l'ennesimo film su famigliola più o meno disfunzionale (il padre non pare uno stinco di santo, il figlio lo stima poco etc.) vittima delle circostanze, costretta alla fuga e  a ricompattarsi di fronte a un pericolo esterno.

Dopo lo spunto iniziale tutto lo sviluppo è abbastanza prevedibile e le dinamiche interne viste e riviste, con l'aggravante delle pretese "autoriali" del regista che mischia l'onesto action con la ricerca di inquadrature artistiche. Qualcuna comunque riesce.

Non male comunque l' ambientazione (le paludi della Louisiana hanno sempre il loro fascino nda).

Il film si lascia seguire senza annoiare, anche per merito del ritmo sostenuto, senza attimi di pausa e per un cattivo di spessore, odioso e psicopatico.

Se ci si accontenta...

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