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ASSAULT ON PRECINCT 13

Detroit. È la vigilia del nuovo anno mentre l'autobus che deve effettuare un trasferimento di delinquenti di mezza tacca, a parte uno, tale Marion Bishop (Laurence Fishburne), arranca e sbuffa nella tormenta di neve.

Niente da fare, il maltempo aumenta e dovranno fermarsi al Distretto 13, un posto di polizia in disarmo i cui inquilini si preparano al trasloco, per una sosta.

Nell'ultima notte a presidiare il Distretto in dismissione c'è il sergente capo Jake Roenick (Ethan Hawke), un buon poliziotto con un passato da dimenticare.

Si troverà a dover fronteggiare una vera e propria battaglia, una serie di attacchi, che mettono a dura prova la resistenza di tutti i presenti, costringendo lo sbirro ritrovato a collaborare con i detenuti.

Ce la farà il gruppo-non gruppo a sopravvivere?

Fare il remake di un film come "Distretto 13 le brigate della morte" di John Carpenter, mitico cult di frontiera tra il classico western e le nuove paure metropolitane (a sua volta ispiratosi al capolavoro di Howard Hawks , UN DOLLARO D'ONORE), poteva sembrare a priori la classica impresa buona per presuntuosi, o per incoscienti.

E invece il francese Jean-Francois Richet, senza mettersi in testa di far concorrenza all’originale, ha realizzato una serie B archetipica efficace e rigorosa, che non supera di certo il modello ma non lo fa neppure rimpiangere.

Infatti ASSAULT ON PRECINCT 13 garantisce due ore scarse di azione e alta tensione, senza il frastuono da videogame degli effetti speciali.

In pratica il regista priva la pellicola di tutte le implicazioni socio-politiche e la trasforma in un'onesto film d'azione che dirige in maniera pratica e funzionale, garantendo un buon ritmo e sfruttando al massimo le doti attoriali e di presenza scenica dei bravi protagonisti (Fishburne su tutti).
Alcune sequenze ben girate e il generale affiatamento tra gli attori fanno il resto.

Resta il mistero sul perchè, in questo caso, non si sia tradotto il titolo del film in italiano.

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