UA-30503982-1

GREASE - BRILLANTINA

California, fine anni Cinquanta. Lo strafottente Danny Zuko (John Travolta), idolo delle studentesse della Rydell High School, si da arie da duro e sciupafemmine, anche se da "duro" ha solo il giubotto di pelle.

Come quando rivede l'ultimo flirt estivo, la bionda e dolce australiana Sandy (Olivia Newton-John), appena trasferita.

Fedele al ruolo non batte ciglio, come prevedeva la (finta) cinica Betty Rizzo, leader incontrastata delle Pink, mentre il cuore batte forte al finto macho.

Ha inizio così un tira e molla tra i due. Lei, per ripicca, fa la civetta con gli altri, lui la lascia a piedi nella gara di ballo della scuola, ripresa in tv.

Tutto inutile, l'amore farà il suo corso.

Correva l'anno 1978 e John Travolta usciva dal successo planetario di LA FEBBRE DEL SABATO SERAe questo GREASE - BRILLANTINA, spigliata commedia dell'esordiente Randal Kleiser baciata da uno spropositato successo, con dialoghi sfrontati di teenager in fregola che s'interrompono di botto per qualche canzone (fortunatamente non doppiata), infiniti numeri di danza e rock a tutto volume, costituì la conferma di una nuova star proveniente dal pianeta Hollywood.

John Travolta, all'apice della forma, affiancato da una partner bella e brava ma che non gli fa ombra ed un solido cast di caratteristi, non era certo Marlon Brando, ma aveva fascino, tanta simpatia, ballava benissimo e consumava brillantina in quantità industriale.

Il musical non era una novità assoluta in quanto derivazione (con gli opportuni cambiamenti) dello show che già aveva ottenuto un buon successo sul palcoscenico.

Per il pubblico non anglofono però restava comunque uno spettacolo solo parzialmente fruibile visto che i teenager della fine Anni Settanta, con frequenza quasi cronometrica, vedevano Olivia Newton-John, Travolta e compagni smettere di parlare in italiano e continuare ad esprimere i loro sentimenti in una lingua incomprensibile in un tripudio e colorito sfoggio di stereotipi.

Per nostalgici: il lieto fine è assicurato e i 'favolosi Fifties' vengono rappresentati come un tempo in cui i pensieri 'seri' all'American Graffiti erano ancora di là da venire.

Ci sono film destinati a rimanere nell'immaginario collettivo fissandosi come icone che resistono al di là dello scorrere del tempo. Non è necessario che siano capolavori. Basta che funzionino.

Questo GREASE, simpatico ma evanescente nella sostanza, è sicuramente uno di questi.

Nessun commento: