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HOSTEL

Amsterdam. Due giovani californiani, Josh (Derek Richardson) e Paxton (Jay Hernandez), attraversano il vecchio continente zaino in spalla assieme ad Oli, islandese festaiolo incontrato a Parigi.

Si annoiano ora tra discoteche, droghe e vetrine a luci rosse.

E' un certo Alex che li spinge verso un ostello nei dintorni di Bratislava: vedrete che femmine, splendide e disponibili.

Raggiunto il paesino, il gruppo si fermerà presso un ostello, constatando come le voci fossero fondate. Dividere la stanza con stupende e disinibite sconosciute come la russa Natalia e la ceca Svetlana per i ragazzi è un sogno che si avvera.

Che strano, il nuovo amico scompare dopo la notte di bagordi e poco più tardi Paxton perde anche le tracce di Josh.

Dove sono finiti?

HOSTEL  è un perverso horror, scritto e diretto da Eli Roth, alla seconda regia dopo il modesto Cabin Fever, con l'imprimatur di Quentin Tarantino, che racconta, tra scene di macelleria una terribile storia, tratta, assicura il regista, da una vicenda reale.

Se nella prima parte ci si rifà al tipico preludio da horror sbarazzino, con le bonazze d'ordinanza e seni in primo piano, nella seconda si procede ad una autentica orgia di sangue ed efferatezza: tutto secondo copione.

Apparati di ferri chirurgici, buchi praticati nel corpo umano con il trapano elettrico, oscurità, dita amputate, sangue, minacce con la motosega, persone fatte a pezzi in un sotterraneo, mutilazioni, una ragazza asiatica con l’occhio sinistro esorbitato pendente sulla guancia e poi reciso con le forbici.

Decisamente azzeccata l'ambientazione : collocare un horror nei paesaggi rurali della Slovacchia acuisce il senso di solitudine e smarrimento.

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