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GODZILLA

Oceano Pacifico. Tutta colpa delle radiazioni frutto degli esperimenti atomici. Dalle acque si materializza un lucertolone anfibio alto 120 m che affonda navi in mezzo al mare, distrugge ogni cosa tra Panama e la Giamaica prima di sbarcare a New York, dove semina distruzione e caos.

Ci penso io a fermarla, tuona il sindaco sbruffone, ansioso di guadagnarsi sul campo la rielezione.
Mentre il mastodontico bestione fa danni incommensurabili seminando il terrore, arriva in forze l'esercito.

Intanto il mostro scompare e va a depositare centinaia di uova, a crescita istantanea.

Alla sua ricerca si mettono il giovane ricercatore Nick (Matthew Broderick) che suggerisce una tattica meno cruenta per catturare l'ingombrante ospite e si allea allo 007 francese Philippe (Jean Reno), all'ambiziosa cameramen Audrey (Maria Pitillo) e al temerario cameraman rischiatutto Animal.

Si salvi chi può.

Il celebre GODZILLA (Gojira in giapponese), nato in un film di Honda del 1954 e protagonista di una stirpe infinita di altre produzioni della Toho, tornò in pista a cura della Tristar della giapponese Sony, per uno spettacolare e ingenuo kolossal di fantascienza.

Piuttosto inetto come macchinone catastrofico, con personaggi a due dimensioni, scarsità di emozioni, inutili tentativi di provocare spavento e commozione e con un esile filo di umorismo che lo attraversa.

Fu lanciato contemporaneamente in 7200 sale degli Stati Uniti nell'estate 1998 con risultati commerciali non esaltanti.

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