L'ALTRA VERITA'

Liverpool, 2007. Non si dà pace Fergus (Mark Womack), ex membro delle Sas, forze speciali inglesi, al funerale dell'amico Frankie.

I due sono stati amici sin dall'infanzia sognando, sul traghetto che attraversa il fiume Mersey, viaggi impossibili.

E' stato lui a convincere l'amico ritornato in una bara, e neanche tutto intero, ad arruolarsi tra i contractors ed andare in Iraq con lui per diecimila sterline al mese.

Così deve sopportare anche l'ira della giovane vedova, Rachel (Andrea Lowe).

Ma su quella morte, avvenuta sulla Route Irish, la strada più pericolosa del mondo che collega l' aeroporto di Bagdad con la Green Zone, qualcosa non quadra.

Fergus, sconvolto dall'accaduto, non crede alla versione ufficiale e prende ad indagare sulla morte dell'amico.

L'ALTRA VERITA' (Route Irish) è un dramma che sfocia nel semithriller con un passo, ahimé, approssimativo, sbrigativo e manicheo. Nell’ansia di denuncia il regista  Ken Loach, sempre ruvido, non perde l’indubbia tenuta del mestiere, ma a conti fatti si ritrova a onorare solo le sue rispettabili intenzioni.

Il film infatti mette in scena, facendo la spola tra l'Inghilterra e il Medio Oriente, l’inferno iracheno con l’intento primario di dimostrare il brutale cinismo delle forze d’occupazione occidentali e l’intero traliccio risente di questa logica da pamphlet alla quale sacrifica vera partecipazione emotiva ed equanime complessità psicologica.

L'intricata storia di illegalità, doppigiochi, parolacce e atrocità assortite rappresentano quel macrocosmo in cui il potere economico e quello militare si mescolano in maniera inestricabile e, forse, perversa.

Anche grazie ai protagonisti delle guerre moderne, uomini non al servizio (quasi sempre nda) di un ideale come i militari ma pronti a calpestare qualsiasi regola pur di rispondere alle esigenze dei loro munifici 'padroni'.

Avrei gioco facile a ricordare che l'inferno iracheno, livido di dolore, non passa più nei nostri tg ma, come da millenni, sciti e sunniti fanno scorrere il sangue senza l'aiuto del "cattivo uomo occidentale".

Apprezzabile il finale: niente tarallucci e vino.

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