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UN'OTTIMA ANNATA - A GOOD YEAR

Provenza. Diventa subito triste il cinico e freddo Max Skinner (Russell Crowe), abile agente di borsa, entrando nella tenuta del defunto zio Henry.

Troppo occupato a fare soldi nella City londinese, Max ha pochi amici e molti rivali, una vita pubblica in "piazza", una privata inesistente.

Ed è stata la morte improvvisa di quello zio che tante vendemmie prime l'ha allevato e l'ha appena nominato erede che lo ha distratto dai guadagni a sette cifre e lo ha condotto in terra francese nei luoghi della sua infanzia.

Tra le vigne della tenuta Max ritrova i sapori del suo passato, gli amici della fanciullezza e il fedele vigneron di zio Henry, e scopre quelli del suo futuro, l'illegittima figlia del defunto (Abbie Cornish) e la deliziosa e caparbia locandiera, Fanny Chenal (Marion Cotillard), che lo inebrierà più di un vino "da boutique".

Costretto a ritardare il rientro a Londra e ai suoi affari, Max alla fine cede la tenuta e l'azienda vinicola al miglior acquirente, quello che corrisponde gli interessi del cuore. Perché niente scalda come il sole e il vino della Provenza e riesce ad intenerire anche  un cinico trader, rendendo possibile il lento risveglio dei sentimenti sopiti.

UN'OTTIMA ANNATA - A GOOD YEAR è una gradevole commedia sentimentale paraturistica, che riesce ad essere credibile sia quando cerca la via dell'umorismo che quando scende sul versante romantico.

Non c'è che dire: Ridley Scott è un regista che mostra del coraggio affrontando tutti, o quasi, i generi cinematografici tentando di personalizzarli. Se il suo territorio privilegiato è la fantascienza, di cui ha firmato un paio di capolavori come ALIEN (1979) e BLADE RUNNER (1982), nel corso della sua lunga carriera è passato con disinvoltura dal genere storico (IL GLADIATORE, 2000) a quello bellico (BLACK HAWK DOWN, 2001), dal poliziesco (BLACK RAIN, 1989) al road movie (THELMA & LOUISE, 1991), con risultati alterni ma mai mediocri.

MARION COTILLARD
Come in questa storia classica dalla trama prevedibile.

La bellissima fotografia non si sottrae alla retorica immergendo le scene del lavoro a Londra in un gelido blu e quelle francesi in una calda solarità, è un continuo verde-oro versus un blu livido.

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