THE GREY

Alaska. Dopo aver passato molti mesi al gelo dispersi tra i ghiacci, gli operai di una piattaforma petrolifera salgono sull'aereo che li riporterà al caldo (si spera) di casa.

Tra loro c'è pure John Ottway (Liam Neeson), ex militare responsabile della sicurezza. Il suo è un compito particolare: deve difendere i suoi colleghi dai lupi che sono numerosi nell'area.

Ma chi è pagato per difendere gli altri ha qualcosa che non va nel suo passato: il ricordo di una donna lo spinge vicino al suicidio quando proprio la presenza di un lupo lo distoglie dal gesto.

Cambio repentino di campo.

L'aereo precipita e tutto finisce in secondo piano visto che i sopravvissuti allo schianto avranno a che fare proprio con un branco di lupi che non hanno certo intenzioni amichevoli.

Circondati dal ghiaccio, dalla foresta e dai feroci e ostinati canidi.

Anche in un ambiente ostile, uniti, possiamo farcela!

THE GREY, arrivato in Italia con molto ritardo, dimostra come si possa costruire un solido film di genere per luoghi comuni senza perdere in suggestione ed efficacia.

Certo solo un attore con le qualità di Liam Neeson (da tempo scrollatasi di dosso la patina perbenista che permeava le sue incarnazioni di Michael Collins, Oskar Schindler, Alfred Kinsey, Jean Valjean e del Jedi Qui Gon-Jinn e indossati i panni del cupo eroe d'azione) avrebbe potuto sostenere l'ennesima riproposizione delle vicende di un gruppo di persone sopravvissute a un disastro aereo, il classico disaster movie.

In effetti su tutti emerge la sua forza interpretativa che dà grande credibilità a un personaggio che nel lupo vede l'impersonificazione del desiderio di confronto con la morte che lo pervade e che è connesso al ricordo della moglie e a una figura paterna che ha segnato profondamente la sua vita.

In ogni sequenza il pathos è garantito attraverso una costruzione registica brillante. Così dopo un inizio duro e veloce, si giunge ad un racconto epico, di romanticismo infinito.

E gli ultimi minuti confermano una visione del mondo senza sollievo, inaspettata da una produzione hollywoodiana.

Monocromatica ma bella la fotografia.

Gli animalisti? Se ne faranno una ragione.

"Ancora una volta in lotta, nell'ultima battaglia che conti, di cui ho mai saputo, vivere e morire in questo giorno...vivere...e morire...in questo giorno…"

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