ITALIA A MANO ARMATA

Torino. Il cocciuto commissario Betti (Maurizio Merli), duro ma giusto, non certo indistruttibile e dalla vita privata parecchio desolata, è il terrore della mala.

Freddo, ligio al dovere e irreprensibile, ma anche incline ai metodi poco ortodossi per combattere il crimine, non fa in tempo a gloriarsi per l'arresto di una banda di rapinatori di banche che gli piove addosso un caso sconvolgente.

Il pluripregiudicato Salvatore Manno ha sequestrato con tre complici un pullmino pieno di bambini delle elementari.

Che onta, per liberare la scolaresca ed evitare altre tragedie (un bambino è morto in mano ai sequestratori), invece di riempirli con piacere di piombo è costretto a scendere a patti con i criminali, che cercano anche di accopparlo in corsa.

Spalleggiato dal pensionando pari grado Arpino (Raymond Pellegrin) e malgrado arresti e criminali all'obitorio, il risoluto piedipiatti è convinto che nel rapimento ci sia lo zampino del boss internazionale Jean Albertelli (John Saxon).

Inseguimenti, sparatorie, indagini serrate e una capatina in carcere tra "vecchi amici" saranno utili allo scopo.

ITALIA A MANO ARMATA è un poliziesco all'italiana, un poliziottesco classico per meglio dire, diretto da Franco Martinelli (alias Marino Girolami) che si diverte a seminare morti ammazzati mentre lancia pistolotti superomistici e sermoni contro il crimine.

Il film ha una pregevole struttura -quasi episodica- in grado di carpire l'attenzione dello spettatore, posto di fronte ad immagini spesso forti (l'uomo trascinato dall'auto, sino all'impatto con un macigno) e spesso disperate (i pianti delle madri dello scuolabus sequestrato).

La sceneggiatura è supportata dall'ottima messa in scena e da un finale inatteso (un vero shock!).

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