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IL MI$$IONARIO

Francia. Scarcerato dopo sette anni di gattabuia, lo spavaldo e scorbutico rapinatore Mario (Jean Marie Bigard)costretto a travestirsi da prete per recuperare il bottino di una rapina su cui vogliono mettere le mani anche i vecchi compari, su indicazione del fratellino, lo spaurito sacerdote Patrick (Doudi Strajmayster), finisce in uno sperduto villaggio dove è appena crepato il parroco.

L'abito non fa il monaco?

A volte pare invece proprio di sì, dato che il duro se la cava benissimo nel nuovo ruolo, malgrado sembri un curato alquanto "originale".

Con complicazioni a catena.

IL MI$$IONARIO è una storia fragile ma spassosa e i due protagonisti davvero simpatici, il maturo Jean-Marie Bigard e il giovane Doudi Strajmayster, cloni rispettivamente di Lino Ventura e Ben Stiller.

Sulla falsariga della commedia degli equivoci di vecchia data, l'esordiente regista Roger Delattre (lo manda Luc Besson nda) gioca sulla frizione tra i mondi, quello cattolico e laico, quello provinciale e metropolitano.
Il canovaccio collaudatissimo, che si affida a gags semplici, spesso telefonate (anche letteralmente, come nella sequenza delle messa), danno luogo a un risultato piacevole, soprattutto grazie alla faccia di marmo del protagonista.

C'è spazio pure per un (superfluo) messaggio di fratellanza interreligioso.

Inoltre il film ha il grande merito di evidenziare, in modo molto sottile, come i fedeli abbiano bisogno di un prete "umano", concreto e con i piedi per terra.

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