DELITTO IN FORMULA UNO

Monza. Dopo lo schianto all'autodromo nessun dubbio, è stato sabotato il bolide del pilota che guida la classifica del campionato di Formula Uno.

Il più trasandato ispettore della polizia italica, Nico Giraldi (Tomas Milian), afflitto da un cognato fannullone, incaricato dell'indagine, si trova tra i piedi un giudice che non gradisce quei sistemi poco ortodossi e il losco proprietario della scuderia della vittima.

Presto espulso dalla polizia dopo un secondo omicidio, il piedipiatti dai modi bruschi ma dal cervello sopraffino incastrerà il colpevole, senza disdegnare di fare la corte alle gonnelle che incrocia durante le indagini.

DELITTO IN FORMULA UNO è uno sboccato poliziesco all'amatriciana, frequentato da belle donne, zeppo di scanzonato romanesco e di parolacce.

Decimo capitolo e penultima avventura della saga dell'ispettore Nico Giraldi ha un titolo fuorviante: la formula uno è poco più di un pretesto per questa commedia pesudogialla decisamente sbilanciata sul versante umoristico rispetto a quello thriller.

Il film si "appoggia" evidentemente sulle performance comiche affidate ai vari caratteristi  e la trama è un puro pretesto per le imprese clownesche di Tomas Milian, il simpatico "Serpico dei poveri", vestito sempre peggio, armato di cazzottoni e battute sentenza.

Girato un po' al risparmio (basti pensare ai go-kart travestiti da rombanti vetture di formula uno).

Nel cast anche una luccicante Dagmar Lassander.

Seguito da DELITTO AL BLUE GAY che chiuderà la serie.

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