TAKEN. LA VENDETTA

Istanbul. L'ex agente della CIA Bryan Mills (Liam Neeson), in Turchia per lavoro, è raggiunto dall'ex moglie Lenny (Famke Janssen) e dalla figlia Kim (Maggie Grace).

Ma la famigliola è nel mirino di un gruppo di criminali albanesi, imparentati con i rapitori uccisi per sua mano nella liberazione della figlia Kim qualche tempo addietro.

Quella che poteva essere una rilassante vacanza sul Bosforo, per l'esperto agente in pensione, per l'ex-moglie e per la risoluta figlia, si trasformerà in una nuova caduta nell'incubo tra scontri a mani nude, pallottole, bombe, sevizie e corse in automobile per i vicoli della città turca.

TAKEN. LA VENDETTA più che un sequel è quasi un remake, con una vicenda praticamente inalterata e qualche cambiamento superficiale limitato per lo più all'ambientazione del (troppo) fortunato IO VI TROVERO' (TAKEN), girato quattro anni prima col medesimo cast.

Liam Neeson torna a vestire i panni del padre premuroso e dotato di un “particolare set di competenze” per far soffrire chiunque provi a minacciargli gli affetti.
Stavolta, tolte le catene meglio del mago Houdini, corre a salvare la moglie.

Certo oltre alle scene d'azione, inseguimenti, esplosioni, combattimenti e agguati, che si susseguono praticamente lungo tutti i quasi novanta minuti della pellicola, un po' di credibilità non guasterebbe.

Qui ci sono invece bombe a mano tirate sui tetti nel centro di Istanbul, non patentati che all'improvviso guidano come il tizio di DRIVE e morti impartite con l'imposizione delle mani....

Forse un filino troppo. E si! Qualche plausibilità in più non avrebbe guastato.




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