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NATO IL QUATTRO LUGLIO

Massapequa, Long Island (Usa) 1964. Il diciottenne Ron Kovic (Tom Cruise), nato il 4 luglio, lascia la sua donna, si arruola nei marines e parte volontario per il Vietnam, credendo fermamente in quello che fa.

Una pallottola feroce lo trapassa e si ritrova paralizzato (ed impotente): è qui l'inferno.

Ragazzo mio, non ci servi più, ti rimandiamo a casa.

E dove si nasconde il nemico una volta tornati dal fronte, costretti per il resto della vita su una sedia a rotelle? Ora la sua vita sembra non avere più senso, mentre nessuno dopo il ritorno mostra di apprezzare le sue motivazioni ideali.

Piegato nel corpo, attraverso varie esperienze arriva a una presa di coscienza pacifista e porta la sua testimonianza alla Convenzione Democratica del 1976.

Tratto dal libro autobiografico di Kovic, NATO IL 4 LUGLIO  di Oliver Stone (Oscar alla regia insieme con il montaggio, su otto nomination), è un lunghissimo e crudo dramma pacifista, gonfio di retorica antimilitarista.

Facendo leva sull'orrore e sulla commozione il regista, preda di un antimilitarismo troppo dichiarato e quindi stucchevole, srotola un esercizio di alta retorica antimilitarista contro l'intervento USA in Vietnam (dopo PLATOON), il fanatismo nazionalista, la mistica patriottica, il culto del successo.

Fino a quel momento idolo delle ragazzine americane, un Tom Cruise sudicio e spiritato esce dal suo status di sex symbol, calandosi nel personaggio con ammirevole impegno e sorprendente talento.

Un film che merita di essere visto.

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