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40 CARATI

New York. Condannato a 25 anni per aver rubato un grosso e prezioso diamante appartenente ad un avido e discutibile uomo d'affari, Nick Cassidy (Sam Worthington) ha approfittato della licenza concessagli in occasione del funerale del padre per evadere.

Con gran faccia tosta e sotto falsa identità ha preso alloggio in una camera al ventiduesimo piano del lussuoso Roosevelt Hotel e ha ordinato dello champagne; quindi, cancellate accuratamente le proprie impronte, è uscito dalla finestra e ora pencola sul vuoto a 78 metri dal suolo, minacciando di gettarsi giù.

Sono innocente, tuona, mentre la folla guarda all'insù, e voglio trattare solo con la bionda negoziatrice Lydia Spencer (Elizabeth Banks) nota a tutti per aver tentato senza successo di evitare un tentativo di suicidio qualche tempo prima.

Altrimenti mi butto. 

GENESIS RODRIGUEZ
Paralizzato il traffico e attirata l'attenzione dei media, alla donna non rimane che cercare di capire: Nick vuole davvero suicidarsi o ha un altro fine?

40 CARATI  è un avvincente e adrenalinico poliziesco, anche se tirato un pò per le lunghe e raramente plausibile, severamente vietato a chi soffre di vertigini.

Certo la figura del poliziotto innocente incastrato in un gioco più grande di lui non è il massimo dell'originalità.

Genesis Rodriguez effettua il colpo del secolo (poco) vestita come se fosse a un provino per spogliarelliste (però, che fisico!!!).

Non si salva neanche la Banks (poco convincente) e anche Ed Harris sembra eccedere nel tratteggiare con perfidia il ruolo del rapace magnate David Englander.
              
Insopportabile la folla che parteggia per il protagonista come se fosse allo stadio; ancora peggio lo stucchevole finale...

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