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VAN HELSING

Parigi, 1888. L'ardimentoso e scorbutico pistolero Gabriel Van Helsing (Hugh Jackman), reduce dalla missione contro un gigantesco (?) Mister Hyde, è reclutato dal Vaticano e, con cappellaccio, mantello e un arsenale degno di James Bond, in Transilvania per eliminare il malefico Conte Dracula (Richard Roxburgh).


L'immortale sanguisuga, che vuole propagare la sua specie, dopo aver rapito il licantropo Valken e il mostro creato dal Barone Frankenstein, con l'aiuto di tre sexy vampire (le mogli) ha rapito, già che c'era, anche la bella Anna Valerious (Kate Beckinsale), erede al trono di Romania e sorella di Velkan.


Riuscirà il nostro eroe privo di memoria a concludere vittoriosamente la guerra contro il signore della notte?

VAN HELSING di Stephen Sommers è una bizzarra, a suo modo divertente, ma sgangherata e troppo lunga favola nera, che arruola tutti i mostri disponibili nel catalogo della Universal.

Il regista, evidentemente preso dalla smania di utilizzare tutti i personaggi e le icone di cinema che sogna di mettere in scena sin dai tempi della Mummia, fa l'errore di aggiungere troppa carne al fuoco per tutto il film, dando luogo a una caotica sarabanda e perdendo spesso di vista sceneggiatura e coerenza della storia.

L'azione, chiaramente, non manca, in un film non certo indicato a chi si aspetta un horror.

Belle le ambientazioni e (perdonatemi il maschilismo) la Beckinsale.

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