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IL CICLONE

Toscana. Un padre comunista "molto rivoluzionario" ha dato ai figli insieme con i quali vive in un casale circondato da campi di girasole alle porte di Firenze i nomi di Levante (Leonardo Pieraccioni), Libero (Massimo Ceccherini), Selvaggia (Barbara Enrichi).

Il primo, timido ragioniere innamorato dei numeri, tiene l’amministrazione di quasi tutti i negozi locali; il secondo, molto naif,  dipinge quadri sempre simili dove sta scritto "Dio c’è ?"; la terza, commessa, ha una tempestosa relazione lesbica con la farmacista.

Un placido tran tran scosso dall' arrivo di un quintetto di saettanti ballerine spagnole di flamenco, scortate da due assistenti che fumano erba e da uno sciamannato impresario (Alessandro Haber).
Che ciclone nei cuori. E anche un pò più giù per i maschietti locali.

IL CICLONE, secondo film dell'allora semisconosciuta promessa Leonardo Pieraccioni, che l'ha scritto, diretto e interpretato, è una spigliata e divertente commedia rosa.

Il regista-attore, simpatico e quasi mai scurrile, sorretto da un'affiatata recitazione di squadra, da un'intelligente scelta dei tempi comici, è assai abile a mescolare umorismo e sentimento in una favola dall'erotismo contenuto.

Si sorride spesso e si ride di gusto.

Alessandro Haber si conferma principe dei caratteristi italiani. Campione d'incassi della stagione 1996-97 con 75 miliardi al botteghino.

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