A DANGEROUS METHOD

Zurigo, 1914. Il giovane psichiatra Carl Gustav Jung (Michael Fassbender), ventinove anni, sposato alla devota e ricchissima (che culo fortuna nda) Emma, in attesa di una figlia è affascinato dalle teorie del famoso collega-mentore austriaco Sigmund Freud (Viggo Mortensen).

Nell'ospedale Burgholzli in cui esercita la professione di psichiatra viene portata la giovane, convulsa e traumatizzata, diciottenne ebrea russa Sabina Spielrein (Keira Knightley).
Il professorone decide di applicare le teorie freudiane, la terapia delle parole, ideata dal famoso collega, sul caso della ragazza, che si scoprirà aver vissuto un'infanzia in cui le violenze subite dal padre hanno condizionato la visione della sessualità.

Nel frattempo Freud, che vede in Jung il suo potenziale successore, gli manda come paziente lo psichiatra Otto Gross, tossicodipendente e dichiaratamente amorale.

Saranno i suoi provocatori argomenti contro la monogamia a far cadere le ultime barriere e a convincere Jung: però, mica male la ragazza, quasi quasi...e vai di frusta sul sedere coperto da gonnelloni inizio ' 900 della contentissima ragazza.

Gelido e verboso  dramma parastorico, che ripercorre, nella cornice di splendidi interni d'epoca, il sofferto rapporto tra i due padri della psicanalisi.

Malgrado siano grandi i personaggi, i conflitti,  i problemi ed imponente lo sfondo storico-scientifico, dagli albori della psicoanalisi, il film non appassiona.
Il tutto unito (ma non poteva essere diversamente) alla mancanza di un particolare guizzo registico, o voglia di osare.

Le espressioni da gorilla della protagonista, la (quasi) anoressica Keira Knightley , così prodiga di smorfie, rischiano quasi il risibile.


Deludente.




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