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HORROR MOVIE

California, Stati Uniti. Proprio nella notte di Halloween, il commesso di videoteca Stan Helsing (Steve Howey) è alle prese con un'ultima consegna di una videocassetta prima di recarsi ad una festa in maschera insieme al miglior amico Teddy, un "Superman" nero alquanto in carne, la procace ex-ragazza Nadine (Diora Baird), con succinto abito da indiana indosso, e la svampita Mia (Desi Lydic), una bionda spogliarellista.

Arrivati in una cittadina buia e  deserta lo sgangherato quartetto si troverà a fronteggiare qualcosa di inaspettato e terribile.

Infatti mentre tutti lo prendono, equivocando sul suo nome, per l'erede dell'ammazzavampiri nemico di Dracula, Van Helsing, Stan incontra i sei più pericolosi e famosi mostri dell'horror cinematografico moderno (o cinema di paura nda) in versione (ancor più) grottesca: da Freddy Krueger a Jason, da Faccia-di-cuoio a Chucky, con contorno di semisvestite vampire che fanno lapdance.

Una sfida alto tasso di demenza, compreso un improbabile duello canoro.

Chiedendosi se siano più numerosi i film dell'orrore o le loro parodie, possiamo dire che recensire questo HORROR MOVIE  (dove compare, en travesti, in una delle sue ultime interpretazioni Leslie Nielsen), diretto dal produttore esecutivo del primo Scary Movie (2000), Bo Zenga, è impresa ardua, vista l'esile "trama" e le situazioni prive di moredente comico.

In un ideale prosecuzione della fortunata serie nata con l'intento di castigare il cinema dell'orrore di ieri e di oggi la pellicola si dipana avvitata intorno ad un flebile filo narrativo che lega insieme battute di grana grossa, doppisensi, scurrilità e una esibita quanto programmatica mancanza di intelletto.


Interessante notare che il film, a suo modo, dice qualcosa sul cinema dell'orrore: pur prodotto nel 2009, infatti, il film mette in scena spauracchi vecchi di qualche decennio, confermando quanto il genere non sia riuscito a dare vita a nulla di realmente inquietante e iconicamente significativo da molto tempo a questa parte.



Ultima nota per le due belle co-protagoniste: se Desi Lydic sembra alquanto carina, Diora Baird, che ha posato anche per Playboy, sfoggia doti evidenti e generose: non propriamente recitative ma certamente "artistiche".

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