La brava ragazza Gwyneth Paltrow sex addicted

Altro che Paziente Zero, come l’ha voluta Soderbergh in CONTAGION: stavolta la dolce mammina di Apple e Moses (avuti dal marito Chris Martin, leader dei Coldplay) sarà così assatanata, nella commedia drammatica sulla dipendenza da sesso "Thanks for sharing" (Grazie per la condivisione), da chiedere aiuto alla psicanalisi di gruppo.

Subendo un trattamento settimanale di coppia, dove si deve tirar fuori tutto.

 Alla bella e brava trentottenne Gwyneth Paltrow, d’altronde, non bastava la carriera musicale, la proprietà di un outlet, un libro di cucina e un marito carino, col quale, comunque, oltre alle rose si colgono le spine (l’ha confessato a Elle Usa, alimentando il gossip su una crisi coniugale).

Ci voleva una parte di sesso estremo, per passare da Shakespeare in Love (Oscar a lei), al «famolo strano» in voga Oltreoceano e che ha finito per invadere anche noi  con il concetto tutto americano di sex-addiction.

A veicolarlo per primo  fu la star Michael Douglas, figlio dell’aitante Kirk, il quale non ha mai trovato nulla di male nel cercarsi una, o più donne a sera, avendone facoltà.  

Nel 1992, invece, l’oscarizzato Gordon Gekko finì in clinica per disintossicarsi dal suo «Basic Instinct», che lo rendeva incapace di regolare il comportamento sessuale, come da standard del National Council on Sex Addiction and Compulsivity di Atalanta.



Bisogna riconoscere che gli americani trattano ogni dipendenza, alcolica o narcotica, con pragmatismo serioso.

E con il proverbiale senso degli affari, dato il fiorire dei «rehab» (centri di riabilitazione) buoni per quel 3-6 percento di adulti Usa sessodipendenti, che si riconoscono nel reality tv Dr.Drew’s Sex Rehab Show.

Dove la top e sosia di Rita Hayworth Amber Smith e la porno attrice Penny Flame hanno qualcosa da insegnare a Gwyneth Paltrow tra le celebrità di talento, che non vede l’ora di provare il gusto del fango.

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