Elena Anaya, da vampira a donna feticcio di Pedro Almodovar

Elena Anaya è stata nelle nostre sale con "La pelle che abito", ultima fatica del regista spagnolo Pedro Almodovar, passata in trecento sale e che vedeva la partecipazione di Antonio Banderas che interpretava un personaggio polivalente, un mix di anime e di ruoli che lo impegnavano nei panni di un padre come di un figlio, di un vedovo come di un amante, di un giustiziere come di un medico, di uno psicopatico come di un “artista creatore”.

Il regista  inoltre ha un'altra musa, e dopo Penelope Cruz, sceglie la Anaya con un deciso cambio di rotta.

Ora per Almodovar la donna non è più simbolo di carne, ma identità oscura avvolta da pelle fittizia.

Nel film il chirurgo plastico Antonio Banderas tenta di rendere impermeabile la pelle della donna dopo la perdita della moglie morta carbonizzata.
 
Elena Anaya mostra ancora il suo corpo, ma stavolta non è quello trasfigurato del vampiro in VAN HELSING, o quello sensuale di "Room in Rome".


In "La pelle che abito" l'attrice è una sorta di Frankestein femminile, ma perfetta e costruita nei minimi dettagli.

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