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MIA MOGLIE PER FINTA

Beverly Hills. Danny (Adam Sandler) è un rinomato chirurgo plastico. Dopo che il suo matrimonio è finito ancor prima di cominciare, ha imparato a fare della fede al dito un'esca per attrarre le belle donne per una notte, impietosendole con i suoi falsi racconti di come la moglie lo maltratti o lo tradisca.

Quando, però, incontra la bellissima prof di matematica Palmer (Brooklyn Decker) se ne invaghisce seriamente e non dimentica certo di togliersi l'anello.  Peccato che lei lo scovi comunque, nella tasca dei pantaloni.

Così il medico, a questo punto, può trarsi d'impaccio solo in un modo: inventando un'ex moglie e cedendo alla richiesta di Palmer di fare la sua conoscenza.

La prescelta è la donna che è sempre stata al fianco di Danny, nel bene e nel male, la sua fedele assistente sul lavoro, Katherine (Jennifer Aniston), madre single di due teneri e furbi marmocchi.

Così la scena si sposta da Beverly Hills alle Hawaii, dove al quintetto si aggiunge il cugino mattacchione Eddie (Nick Swardson), che parla con un atroce inflessione tedesca (almeno in Italia nda) come nelle peggiori caricature.

Equivoci e complicazioni a raffica, come da copione.

Che disastro. MIA MOGLIE PER FINTA è una farsaccia banale, scontata e  di limitatissimo spasso diretta da Denis Dugan.
Inoltre la durata è fuori misura (si sfiorano le due ore) e da dialoghi che mettono i brividi .
La Aniston, a suo agio nella commedia realmente romantica e spesso ben più ambiziosa di questa, si adatta al tono più basso, goliardico ed eticamente dubbio che contraddistingue qui il personaggio di Adam Sandler (il quale manda avanti la sua vita e la sceneggiatura a colpi di acquisti con carta di credito, forse per manifesta incapacità della stessa di trovare spunti adeguati), partendo come spalla per arrivare a scalzarlo proprio.



Quando poi compare un'imbarazzante Nicole Kidman, in una specie di micro feroce autocaricatura, la scena è tutta per loro e l'uomo finisce letteralmente giù dal palco, tra gli spettatori del duetto in gonnella.
La recitazione non sarà il suo forte ma Brooklyn Decker è bellissima (puoi trovare qualche altra bella foto qui).

Il film dispone e d utilizza  attori di grido ma li ingabbia in ruoli talmente stereotipati da ridurne l'effetto a quello di semplici caratteristi, o, peggio, delle semplici e prevedibili macchiette.



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