ACQUA E SAPONE

Roma. La giovanissima fotomodella americana Sandy (Natasha Hovey) arriva con l'oppressiva madre (Florinda Bolkan) nella Capitale.

Per non interromperle gli studi, mammà pensa di ingaggiare padre Spinetti, attempato e quotato sacerdote che insegna musica in un collegio femminile, come precettore.

Senonché l'estemporaneo bidello con laurea Rolando (Carlo Verdone), sempre in attesa di un lavoro più consono al suo titolo di studio, ne prende il posto e il gioco (degli equivoci) è fatto.
Con questo ACQUA E SAPONE Carlo Verdone cuce con garbo il suo spiritoso quarto film, una commedia sentimentale che ha grazia e originalità pur mantenendo i toni grotteschi.

Il personaggio un po' ingenuo, che si invaghisce di ragazze "impossibili" e si mette in situazioni più grandi di lui, è un classico della cinematografia di Verdone; questa è una delle sue prime prove sull'argomento e rimane forse una delle più spontanee, gustosa e divertente.

Grazie a una recitazione più misurata dei primi lavori ma comunque spassosa (diventerà in seguito una caratteristica dell'attore), Verdone riesce a condurre con un buon ritmo questa vicenda sentimentale che non manca di strappare qualche risata. Insomma un perfetto mix di romanticismo e comicità.

Il regista (e attore) azzecca anche la scelta degli attori (Bracconeri nella parte del solito burino, la sora Lella, che quando è in scena è un gran divertimento, una funzionale Natasha Hovey, eterea ed irraggiungibil.

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