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FRATELLI IN ERBA

Little Dixie, Oklahoma (Usa). Si è precipato nella cittadina natale, cittadina di provincia dalla quale era scappato anche a causa della madre hippie (Susan Sarandon), dal Rhode Island, il rigido professore di filosofia Bill Kincaid (Edward Norton): la voce al telefono aveva dato la scioccante notizia che il suo gemello Brady (Edward Norton) era stato assassinato con una balestra.

E' quasi più la rabbia che la gioia quando apprende, in presenza dell'amico del defunto, Bolger (Tim Blake Nelson) che il morto sta benone e se la ride, anche grazie alla florida coltivazione di marijuana e al relativo commercio illegale che ha messo in piedi.

Il vero obiettivo della messinscena? Convincere il fratellino riottoso a sostituirsi a lui per un giorno, in modo da avere un alibi perfetto per il crimine che ha in mente di commettere. Liberarsi di chi dirige i giochi, uno spacciatore in grande che si nasconde sotto l’apparenza del filantropo della causa ebraica (Richard Dreyfuss).


Ma il destino è in agguato.

Bizzarra, crudele e a suo modo affascinante commedia nera, imparentata alla lontana con la tragedia greca, del sorprendente caratterista Tim Blake Nelson, perfetto anche come spalla di Edward Norton, esemplare protagonista dai due volti.

Che  FRATELLI IN ERBA non sia una commedia disimpegnata come altre (come la titolazione sembrano invece suggerire) lo si può capire subito, fin dal suo curioso inizio che, in nuce, racconta tutta l'essenza della storia che verrà. Bill Kincaid, sta tenendo una lezione su Socrate, la sua etica e la pessima fine che fa chi si illude di aver raggiunto un vero equilibrio nella vita, dopodichè si trova a sostenere con un'allieva, che da lui desidera lezioni di anatomia, una discussione sul rapporto che esiste tra commedia e tragedia.

Questi due elementi sono le basi su cui Tim Blake Nelson : un'attenta mistura di commedia e tragedia e un'inesorabile condanna per le ambizioni di gran parte dei suoi personaggi.

Ma non solo, esiste in Fratelli in erba anche una spiccata volontà di dipingere l'insensata casualità della vita che si accanisce proprio contro chi, adoperandosi per il proprio futuro, cerca di dominare il fato. Ciò avviene attraverso incontri casuali che si rivelano determinanti, figure a prima vista innocue, ameni uomini di potere come quello interpretato da Richard Dreyfuss e improvvise impennate di violenza che ricordano il cinema dei fratelli Coen.

Si respira infatti, da un certo punto in poi del film, un senso di morte imminente e un'imprevedibilità molto simili a quelli imperanti nei film dei due registi americani.
Senza voler sottoporre il film ad ingiusti ed impegnativi confronti, non si può non notare che il risultato sia più che meritevole.
Sul canovaccio classico della commedia degli equivoci (qui favorito dal fatto che i due protagonisti sono gemelli monozigoti), Blake riesce nella non facile impresa di realizzare un film unico (anche se somigliante a), bagnato da un profluvio improvviso di sangue e dotato di una funzione sufficientemente morale.

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