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VAI AVANTI TU CHE MI VIEN DA RIDERE

Roma. Lo sfortunato commissario Pasquale Bellachioma (Lino Banfi) ha saputo che un travestito è l'unico involontario testimone dell'attentato a uno sceicco arabo: l'occasione giusta per mettersi in luce?

Però, che gambe, sembra davvero una donna questo Andrea Ritter (Agostina Belli), pensa il poliziotto mentre lo rapisce per farne un'esca per i killer.

Complicazioni ed equivoci a volontà.

Commediola banalotta che ibrida giallo e commedia, virando chiaramente verso la seconda, tuttavia meno ignobile di quanto la tenue trama lasci supporre, cucita addosso a Lino Banfi.

Lo spassoso attore, che storpia implacabilmente in e tutte le a che gli capitano a tiro nel suo italo-pugliese, mette a segno le sue classiche battute che fanno il loro bravo effetto, riuscendo a strappare qualche sorriso grazie anche al buon apporto dato dall'allora giovane Nando Paone (Cavicchioli).




La regia del buon Capitani garantisce una certa dignità del prodotto che non insiste sulla scabrosità dell'argomento, salvandolo dallo scadimento nella volgarità gratuita. La delicata e graziosa Agostina Belli sbarra gli occhi e ammutolisce una ventina di volte, ma è deliziosa.

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