Giustizia privata

Filadelfia. Due rapinatori a volto scoperto irrompono nella villa del mite Clyde Shelton (Gerard Butler) e il più feroce, dopo averlo ferito, gli uccide per puro sadismo la moglie e la figlioletta.

Non ci sono prove a sufficienza, spiega allo sbigottito sopravvissuto l'ambizioso procuratore Nick Rice (Jamie Foxx): bisogna patteggiare la pena e sfruttare la confessione del più violento che denuncia il complice. In questo modo una condanna a morte diviene certa ma il ‘pentito' riceve una pena lieve.
Clyde è sconvolto da questa decisione.

Passano dieci anni e il bandito che faceva il palo viene giustiziato fra atroci sofferenze (indovinate chi ha manomesso i flaconi con il liquido letale).
L'altro viene prelevato da Shelton, portato in un magazzino abbandonato e fatto in spezzatino, a pezzi (venticinque per la precisione).

L'omicida si lascia arrestare senza opporsi, ma la sua sete di vendetta non è placata anzi è solo l'inizio della vendetta di Clyde il quale, anche dal carcere e sfidando Nick, continuerà a colpire scatenando una micidiale guerra privata.

Adrenalico, fragoroso e a suo modo avvincente thriller poliziesco del recidivo specialista F. Gary Gray (The Italian Job, Il Negoziatore) che trattiene il pubblico incollato alla poltrona grazie a una triplice chiave di lettura.
Inizia infatti come un classico legal thriller con il difficile rapporto tra l'uomo che deve applicare legge e il cittadino che non riesce a capacitarsi delle enormi falle del diritto che non danno l'idea del raggiungimento di una giustizia piena. Prosegue poi, suscitando attese sulle possibili varianti, annientando il mito del giustiziere Charles Bronson con Clyde di nuovo a confronto con il suo trauma e Nick che tenta di ricondurlo nell'ambito della razionalità.
Prosegue e termina poi costringendo lo spettatore ad esercitare ai massimi livelli la cosiddetta sospensione dell'incredulità in un luna park di invenzioni che fanno apparire Leonardo da Vinci un dilettante (non voglio fare torto a chi non ha visto ancora il film fermandomi qui).

Attingendo anche agli stilemi delle pellicole sadico-splatter (ma a dire il vero senza mai calcare troppo la mano).

Sempre ottimo il mascellare Butler che diventa un sorta di borghese piccolo piccolo, ma molto più furente e professionale e ci porta con sé, nella sua corsa verso una vendetta, che assumerà caratteri via via sempre più apocalittici facendoci riflettere sul cosa sia la giustizia.

Deludente il finale veramente buttato lì così, quasi per caso.




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