SUD


In una domenica di elezioni in un paesino del Sud, quattro disoccupati disperati, tre meridionali e un eritreo, guidati dall'ex sindacalista Ciro (Silvio Orlando) si sono impadroniti di un seggio della scuo­la. Ce l'hanno con i maneggi del ras politico locale, l'onorevole Canavacciuolo (Renato Carpentieri), la cui bella figlia Lucia (Francesca Neri) è presa in ostaggio, per caso, insieme col fidanzato Gianni (Gigio Alberti).

Il poker di sbandati a questo punto non sa che fare, ma intanto si gode l'arrivo in forze dei carabi­nieri e l'effimera popolarità portata dal cronista televisivo d'assalto di turno (Claudio Bisio).

Dopo la quadrilogia del viaggio (e della fuga), con il suo 7° film Gabriele Salvatores sposa la rivolta dei poveri, disoccupati ed emarginati, in un minestrone socia­le sopra le righe, che se la prende alla rinfusa con la tv spazzatura e i politi­canti corrotti, lasciando in bocca il sapore di terribile mega-spot leoncavallino.

Le affinità con i film precedenti esistono, anche le astuzie, gli stereotipi, il barcamenarsi tra le mode e l'impegno, tra cinema d'autore e cinema di spettacolo.



Ma il dramma ha il sapore d'operetta e l'umorismo è a dir poco zoppicante.

Tutto urlato e sudaticcio, fotografato bene ma completamente privo di verve, di consistenza, di qualità artistica.


La colonna sonora è scandita dal rap degli Assalti Frontali e dei 99 Posse.

Che pena la dedica finale riservata ai centri sociali.

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