LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA ALL'ALBA

Ogden Marsh, Iowa (Usa). Entra nel campo di baseball col fucile puntato il vecchio Rory Hamill. Lo sceriffo David (Timothy Oliphant), marito della bionda dottoressa Judy (Radha Mitchell), all'inizio pensa che sia semplicemente ubriaco e cerca di convincerlo ad abbassare il fucile, ma, quando il tizio glielo punta contro, è costretto a far fuoco per ucciderlo.
La donna cerca di alleviare il senso di colpa del marito per un omicidio così inspiegabile, ma le cose sono destinate a peggiorare.

Infatti a seguire esce di melone anche Bill Farnum, che incendia la fattoria, bruciando vivi moglie e figlio. Ma cosa succede alla gente della pacifica (una volta) cittadina?

Di fronte a una situazione totalmente inaspettata per uno sceriffo di provincia, David non si perde comunque d'animo e indaga assieme al suo aiutante Russell. I due trovano un aereo precipitato nella palude vicina alla cittadina. Il micidiale carico dell'aereo ha contaminato l'acqua di Ogden Marsh liberando un virus che rende pazzi. La spiegazione del virus è lì: chi ha bevuto quell'acqua è stato contaminato.

Andando contro l'opinione dell'autorità cittadina che teme per i raccolti, David chiude l'acqua, ma è troppo tardi. I militari, che dovrebbero portare se non la salvezza almeno aiuto, circondano l'area per evitare che il virus si diffonda e il caos domina sovrano.

LA CITTA' VERRA' DISTRUTTA ALL'ALBA è un truce, dinamico e apocalittico horror fantascienfico, rifacimento (quelli che parlano bene direbbero remake) di un celebre film di George Romero.

All'opera si è dedicato Breck Eisner, regista californiano dal curriculum non trascendentale, sulla base di una sceneggiatura che rielabora ampiamente la storia originale, producendo un opera che pur non avendo altre pretese se non un sano intrattenimento, compie dignitosamente il suo lavoro e si rivela un godibile film di genere.

I segni dei comportamenti instabili che sconvolgono la perfetta armonia della tipica cittadina di provincia americana sono introdotti con gradualità e sapienza, attraverso un meccanismo narrativo alquanto fluido. La suspense è creata con cura e abilità, partendo dal rovesciamento inspiegabile della normalità e arrivando a un ossessivo scatenamento, in un clima di paranoia e terrore, di una violenza sempre più selvaggia.

Sangue a volontà, disperazione, paura, rabbia, un esercito di pazzi in libera uscita e spazio anche all'umorismo involontario, quando il protagonista si limita a una benda per la mano trapassata da un coltellaccio da cucina. Non provateci a casa.


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