AL LUPO AL LUPO


Roma. È il nevrotico pianista Vanni Sagonà (Sergio Rubini) a lanciare l'allarme ai fratelli: papà, il famoso scultore Mario, è sparito da vari giorni.

Così con la sorella, l'irrequieta borghese Livia (Francesca Neri), che sta attraversando un burrascoso rapporto matrimoniale e conducendo una relazione clandestina dagli esiti incerti, e il fratello, l'effervescente dj Gregorio (Carlo Verdone), si lanciano all'inseguimento a Siena, nella casa maremmana sul mare, fino all'epilogo sulle Alpi Apuane.

E nel lungo viaggio i tre hanno modo di scoprirsi (la seducente Francesca Neri anche in senso pieno).

AL LUPO AL LUPO è una ambiziosa commedia, probabilmente un filino lunga, psicologica di Carlo Verdone, in cui il viaggio dei tre fratelli alla ricerca del padre scomparso viene affrontato con molta delicatezza dal Verdone regista, che sceglie toni intimistici in cui la malinconia ha un posto dominante.

Bisogna dire che il regista scava nell'intimità dei personaggi senza aver il coraggio di rinunciare a caricature assortite ma le situazioni simpatiche servono evidentemente a sdrammatizzano l'alone di malinconia che caratterizza la pellicola.

Il tema dei rapporti familiari è uno dei preferiti da Carlo Verdone (Io e mia sorella) ed è al centro di questo film a cui si affianca un'altro elemento ad esso collegato: la ricerca delle radici e della propria identità.

Ottima prova di tutto il cast; efficace la fotografia dei luoghi della memoria, con ambientazioni tutte da vedere (le terre senesi, le terme di Bagno Vignoni).

Da segnalare la tardiva entrata in scena dell'attore-regista: a mezz'ora dall'inizio!

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