PIEDONE L'AFRICANO

Napoli. Appena sbarcato a Capodichino, un poliziotto sudafricano in missione segreta viene fatto secco. Il monumentale e poco paziente commissario partenopeo Rizzo (Bud Spencer), che attendeva notizie urgenti su un traffico transoceanico di droga e diamanti, non demorde e vola immediatamente a Johannesburg.

Diventa presto padre adottivo del piccolo Bodo, figlio dell'agente ucciso, e trova il fattivo appoggio dell'ex questurino Caputo (Enzo Cannavale), ora cameriere in un ristorante locale. Dopo un lungo e periglioso inseguimento nel deserto del Namib, smaschera i loschi affari della Rossing Diamonds e lo scaltro e truffaldino trucco per nascondere la merce da esportare.

L'eterno Steno (Stefano Vanzina) racconta con grande garbo la solita favola avventurosa per minorenni (non troppo svegli) con il sempre simpatico Bud Spencer (Carlo Pedersoli), temporaneamente vedovo di Terence Hill, che cerca di tener dietro ai capricci dello sceneggiatore. Inferiore ai precedenti "piedoni" (i tremendi cazzotti del giramondo Piedone sono qui alla 3ª puntata, già a Hong Kong e negli USA), ma ancora valido.

Lo schema non cambia e la svelenita violenza comica del grosso attore assicura il successo con i cattivi che volano come moscerini e i bambini che battono le mani.
In effetti qui si punta più ai buoni sentimenti che all'azione, mentre sul versante poliziesco non vi è rimasto molto. Troviamo ancora un bambinetto accanto al grande Bud, ma al posto del cinesino di Piedone a Hong Kong troviamo un negrettino con il compito di intenerire il cuore dello spettatore italico.

Gradevolissima nonché svaccata presenza della teutonica Dagmar Lassander, che qui respira gli ultimi momenti di gloria prima di essere relegata a meteora.

Seguito da Piedone d'Egitto.

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